Come funziona l’Agopuntura?

I meccanismi d’azione dell’agopuntura si basano sulla natura biofisica dell’organismo.

Ogni cellula del nostro corpo è sede di reazioni chimiche dovute alle varie attività vitali. Tali reazioni si accompagnano a produzione di calore e di altre forme di energia, tra le quali l’energia elettrica. Il corpo essendo formato da cellule può essere visto nel suo insieme come un generatore di energia.

Il flusso energetico che ne deriva si propaga soprattutto attraverso l’acqua. Come sappiamo il corpo umano è composto principalmente d’acqua. L’acqua che bagna gli spazi compresi tra un organo e l’altro è il “liquido interstiziale” e in esso sono disciolti gli elettroliti, cioè sali con carica elettrica positiva e negativa (ioni).

Gli ioni, attraverso il liquido interstiziale, trasportano naturalmente le cariche elettriche prodotte dalle cellule. I movimenti elettroionici generati dalle attività vitali si dirigono verso zone con potenziale elettrico più positivo, prime tra tutte la pelle, che può essere considerata un “piano di rigetto” per le attività elettriche generate dalle cellule, organi e funzioni interne.

Ne deriva che statisticamente i movimenti elettrici nel corpo sono orientati dall’organo emittente verso la superficie cutanea. La rilevazione di queste cariche in superficie è comunemente sfruttata nella diagnostica medica, basti pensare all’elettrocardiogramma, all’elettroencefalogramma, all’elettromiogramma, esami che registrano le attività elettriche cutanee generate rispettivamente da cuore, cervello e muscoli. Ma in realtà qualsiasi organo proietta le proprie attività elettriche in superficie e l’esistenza o meno di esami specifici per la rilevazione è solo un problema tecnologico.

Le cariche che affluiscono in superficie si concentrano in particolare a livello di piccole aree millimetriche, nelle quali è possibile rilevare un aumento marcato della conduzione elettrica rispetto alle zone cutanee limitrofe. Queste aree corrispondono esattamente ai punti di agopuntura, che i cinesi chiamavano appunto Ting, cioè il “pozzo dal quale si può attingere l’acqua”, gli elettroliti, l’energia.

I punti in questione possono essere facilmente reperibili con dei semplici detector che segnalano la variazione di conduzione (o di resistenza) in queste piccole aree. Infine si dimostra che i punti in superficie sono organizzati in “famiglie”, ciascuna delle quali raccoglie quei punti che oppongono la minore resistenza al passaggio della corrente tra di loro. Si è potuto infatti misurare un passaggio spontaneo di corrente, circa 15 nanoamper, tra punti appartenenti alla stessa famiglia.

Queste traslazioni elettriche superficiali corrispondono ai cosiddetti “meridiani” che percorrono longitudinalmente il corpo dall’alto al basso, nei due sensi, e nei quali scorre il “Qi”, l’energia.

In sintesi:

– ogni organo o funzione e’ sede di attività bioelettriche –

– il flusso elettroionico che ne deriva e’ diretto dall’interno verso l’esterno e si concentra in piccole aree della pelle che sono i punti dell’agopuntura –

– i punti sono organizzati a loro volta in gruppi che formano così i Meridiani, ciascuno dei quali raccoglie i punti che comunicano elettricamente tra di loro e che costituiscono pertanto unità operative –

In questo quadro entra in gioco l’AGO che diventa uno strumento “intelligente” che possiamo definire piu’ esattamente come un elettrodo transcutaneo con funzioni multiple.

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L’ago utilizzato è costituito da due metalli differenti (es. acciaio e rame), uno per il corpo dell’ago e l’altro per il manico. Poiché tra i due metalli si crea un passaggio di corrente, l’ago è in grado di interferire con l’energia delle cellule, che si raccoglie sulla superficie del corpo, modulandola a scopo terapeutico. L’ago modifica quindi le cariche bio-elettriche, cioè l’energia del nostro corpo, andando a riequilibrare l’emissione elettrica degli organi malati.

Il dato fondamentale caratteristico dell’ago è quindi il “bimetallismo”. Evidenziati tutti questi aspetti è facile intuire come l’infissione di un ago bimetallico in un punto di agopuntura sia un’operazione che genera effetti concreti a livello dell’organismo. Quindi se un organo (o funzione) è perturbato, anche la sua risonanza elettrica espressa dal meridiano corrispondente sarà alterata.

Questa alterazione del flusso energetico andrà a proiettarsi in superficie a livello dei punti di agopuntura corrispondenti al meridiano alterato. Il punto diviene la “porta di uscita” per le patologie viscerali profonde. Se è vero che il punto è l’uscita per le attività elettriche profonde, per logica lo stesso punto potrà servire anche come entrata di energia elettrica, cioè per introdurre delle “istruzioni elettriche” in controcorrente: dalla pelle verso il viscere perturbato.

In altre parole: un segnale elettrico atto a modificare i flussi elettrici emessi dalle strutture malate per ripristinare l’equilibrio tra gli insiemi e ricostituire lo stato “normale”.

L’agopuntura poggia su basi rigorosamente scientifiche, il cui meccanismo e’ essenzialmente bioelettrico e lo strumento operativo veicolante le informazioni elettriche e’ un elettrodo transcutaneo chiamato ago.